| Edizione 209 del 28-09-2007
Intervista a Massimo Baldini (FI) / Rai, conflitto con rischio valanga
di Raffaella Viglione
Dopo il voto in Senato sul caso Rai della settimana scorsa, la commissione di Vigilanza si è riunita mercoledì scorso e ha deciso di approvare una delibera per chiedere alla Corte costituzionale un parere sul conflitto di competenze in merito alla destituzione del consigliere Petroni. Ecco cosa ci ha spiegato il sen. Massimo Baldini, componente della commissione per Forza Italia.
Cosa è successo esattamente in commissione di Vigilanza Rai?
E' stata rinviata alla prossima settimana la discussione e la votazione sulle mozioni relative alla richiesta di dimissioni immediate del Cda della Rai. La commissione ha affrontato invece il problema che riguarda il conflitto di competenze tra la commissione stessa e il governo o meglio il ministro del Tesoro, e ha sollevato la questione davanti alla Corte costituzionale per quanto riguarda il provvedimento di revoca del ministro dell'Economia nei confronti del consigliere della Rai, Petroni. La legge è di dubbia interpretazione, il problema è se la proposta di revoca del ministro doveva o non doveva passare attraverso un parere della commissione di Vigilanza. Siccome il ministro ha effettuato la revoca senza richiedere parere alla commissione, si intende certificare se la Vigilanza aveva o no competenze sulla materia. Così abbiamo approvato la delibera che dà mandato al presidente della commissione di ricorrere davanti alla Corte costituzionale.
Cosa farete se la Corte dovesse dare ragione alla commissione?
Si tratta di una decisione importante, se la Corte dovesse dar ragione alle competenze della Vigilanza, il procedimento sarebbe viziato sin dall'inizio, con conseguenze che potrebbero riguardare tutti gli atti della Rai nel frattempo effettuati dal Cda, che dovrebbero essere considerati nulli. Per il ministro si tratterebbe di una censura sul suo operato che peraltro l'opposizione ha sempre giudicato in termini negativi. Il ministro ha dichiarato, sulla sostituzione di Petroni, che si trattava di un atto riconducibile esclusivamente alle sue valutazioni. In realtà sappiamo bene che Padoa Schioppa è teleguidato da Romano Prodi che prima con il generale Speciale, poi con Petroni ha usato la mannaia per decapitare due persone scomode alla maggioranza.
Qual è il significato politico di questa iniziativa?
Intanto attraverso questa azione di accertamento davanti alla Corte si sottolinea un'esigenza: il ministro dell'Economia avrebbe dovuto essere meno precipitoso e ascoltare il parere, anche se non vincolante, come lui afferma, della commissione di Vigilanza. Ad ogni modo qualsiasi sarà il risultato del voto delle mozioni sulla revoca del Cda, presentate in commissione dal gruppo della maggioranza oltre che dell'opposizione, di fatto il governo ha espresso attraverso il ministro Padoa Schioppa una valutazione estremamente negativa, considerando il presidente e il Cda Rai assolutamente inadeguati rispetto ai compiti che hanno.
|
|