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Presidente Nazionale: Senatore Massimo Baldini
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Intervista a Massimo Baldini: “In Parlamento finirà come in Vigilanza Rai”
di Raffaella Viglione

   Ieri la commissione di Vigilanza Rai ha invitato il presidente dell’azienda, Petruccioli, a rassegnare le dimissioni. Tutti i presenti hanno votato a favore di una mozione, presentata dalla Rosa nel pugno, che chiedeva le dimissioni di Petruccioli. La votazione è avvenuta con i voti dell’opposizione e con una parte di quelli della maggioranza. Il giorno precedente erano stati presentati emendamenti, in commissione Lavori pubblici del Senato, sul testo redatto dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni sul riassetto della Rai. Abbiamo chiesto al senatore azzurro, Massimo Baldini, componente delle commissioni di Vigilanza della Rai e Lavori pubblici, di spiegarci le conseguenze politiche di queste due giornate.

Cosa è successo in Commissione di Vigilanza?
E’ stata votata la mozione di Marco Beltrandi emendata dall’opposizione, con la quale si invita il presidente del Consiglio d’amministrazione della Rai a rassegnare le dimissioni e a provvedere entro breve tempo alla nomina di un nuovo presidente.

Perché?
Perché è venuto meno ad opera del ministro Padoa Schioppa, con la destituzione di Petroni e la sua sostituzione con Fabiani, il quadro di riferimento delineato nella precedente legislatura che vedeva un presidente espressione dell’opposizione, un direttore generale che apparteneva all’attuale maggioranza e un equilibrio diverso nel Consiglio d’amministrazione. La Commissione di Vigilanza ha ritenuto opportuno ristabilire la regola non scritta, ma costantemente rispettata sia dalla maggioranza sia dall’opposizione, che assegna a quest’ultima il presidente della Vigilanza Rai e quello del Cda.

Cosa chiede l’opposizione?
Attraverso l’azzeramento chiediamo che il nuovo presidente sia espressione dell’opposizione, nel caso in cui Petruccioli si adegui all’invito della Commissione come è auspicabile. Politicamente è significativo che l’iniziativa sia partita da tre componenti della maggioranza: i Radicali, l’Udeur e l’Italia dei Valori, che presentando mozioni tra loro diverse ma concordi su questo punto, hanno determinato l’approvazione della delibera che sfiducia Petruccioli. Questa maggioranza è profondamente divisa e lacerata; credo che probabilmente, anzi sicuramente quello che è accaduto in commissione Vigilanza, succederà presto anche nelle aule parlamentari con la caduta definitiva del governo Prodi.

Quali sono i contenuti principali del Dl presentato dal ministro Gentiloni?
Il disegno di legge prevede la costituzione di una Fondazione alla quale viene demandato il compito di nominare il Cda.

Com’è composta la Fondazione?
E’ composta da undici membri, quattro espressi con maggioranza dei due terzi dalla commissione di Vigilanza Rai, due dalla conferenza Stato-Regioni, uno dal Cnel, uno dall’associazione Consumatori, uno dall’accademia dei Lincei, uno dalla conferenza dei Rettori, e uno dai dipendenti della Rai S.p.A., questi organismi sono tutti orientati a sinistra e quindi su un totale di undici, solo due consiglieri saranno espressione dell’opposizione, gli altri nove saranno decisi dalla maggioranza e in particolare da un unico partito, quello Democratico. Secondo questo meccanismo non solo si aumenta la sudditanza della Rai rispetto alla politica, ma addirittura l’azienda verrà governata da un monocolore che è quello del Pd. E’ questo il dato più inquietante che emerge da questa legge, liberticida, antidemocratica, che punta a impossessarsi in termini definitivi della Rai.

Torniamo al Consiglio d’amministrazione della Rai.
La Fondazione definisce i programmi e i settori di intervento; sottoscrive la Carta del servizio pubblico e la sua attuazione; predispone il contratto biennale; nomina il Cda Rai; approva lo Statuto di Rai S.p.A.; ha azione di responsabilità nei confronti dei consiglieri d’amministrazione della Rai S.p.A. e dispone della revoca dei presidente e dei membri del Cda Rai S.p.A. che siano incorsi in violazione della legge o dello statuto sociale. Gli incarichi del consiglio d’amministrazione della Rai sono: realizzare attività di servizio pubblico radio televisivo; assicurare l’attuazione degli indirizzi delle strategie dei programmi definiti dalla Fondazione; nominare i Consigli d’amministrazione delle società operative.

Cosa farà l’opposizione?
L’opposizione punta a impedire l’approvazione di un disegno di legge che non solo emarginerebbe l’opposizione stessa, ma finirebbe per mettere ai margini anche alcuni partiti che fanno parte della maggioranza. L’obiettivo del ministro Gentiloni è quello di occupare in termini politici tutta la Rai, farne uno strumento di battaglia per il Partito democratico, asservire l’informazione a interessi politici di un solo partito, a prescindere dalle maggioranze parlamentari. Questo meccanismo, infatti, garantisce in perpetuo, attraverso gli enti di nomina, il controllo dell’azienda.

Quali effetti avrà sulla Rai?
Alcuni compiti della Fondazione e del Cda Rai sono sovrapponibili e ciò avrà effetti disastrosi per l’azienda a causa dei conflitti che ne scaturiranno. Infatti in merito a due questioni fondamentali: assicurare il servizio pubblico e stabilire quando è servizio pubblico oppure no, siamo in presenza di un conflitto di attribuzioni, tra Fondazione e Cda Rai, che determinerà la paralisi totale dell’azienda.
14/11/2007
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